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Naso elettronico: finiti gli odori molesti
L.N. - 3 agosto 2020

La qualità dell’aria a Villa Lagarina è buona: non ci sono particolari presenze di inquinanti e si sono attenuati anche i cattivi odori segnalati diversi mesi fa. La fonte delle puzze era la Cartiera che però stava già operando alcuni interventi di miglioramento e mitigazione dell’impatto tanto che, come spiega l’ispettore ambientale dell’Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente (APPA) Gabriele Tonidandel: «L’indagine è servita a certificare il miglioramento che di fatto era già in atto. In un anno, il naso elettronico ha rilevato la puzza 5 volte, per un tempo di circa un’ora, un’ora e mezza l’una». L’assessore all’ambiente Marco Vender spiega: «Qualche cattivo odore, di tanto in tanto, si sente ancora ma con lo Sportello ambiente comunale e grazie alle segnalazioni dei cittadini continuiamo a tenere alta l’attenzione e fare le verifiche del caso. Molto importante che nei giorni scorsi la cartiera abbia messo in funzione il nuovo essiccatore dei fanghi biologici che lavora in atmosfera controllata e abbatte ulteriormente le fastidiose emissioni odorose. Stanno inoltre proseguendo i lavori di posa in opera della tubazione che trasporterà le acque depurate di risulta direttamente in Adige bypassando il rio Molini»


L’occasione è buona per tracciare un bilancio del monitoraggio. A raccontare i dettagli è ancora l’ingegner Tonidandel. «Sapevamo già che nell’aria di Villa Lagarina non c’erano particolari inquinanti. Ma quello dell’odore è un problema anch’esso importante, rappresentando una molestia. Sul tema non c’è una norma nazionale e anche a livello europeo non c’è molto». Utile in tal senso è stata la recente esperienza a Rovereto dopo che già nel 2012 il Consiglio comunale di Villa Lagarina aveva approvato un ordine del giorno con il quale si portava all’attenzione della Giunta provinciale il problema della regolamentazione delle emissioni odorigene connesse alle attività produttive artigianali e industriali: «Nel 2015 e 2016 c’erano grossi problemi di puzze e la giunta roveretana di allora aveva richiesto delle linee guida. Bisognava dare delle misure rispetto alle soglie di percezione, intese come numero di episodi e di ore per episodio. A Rovereto c’era un ulteriore problema: le aziende sono molte e servivano dati oggettivi per individuare l’emittente degli odori. A Villa Lagarina è apparso subito chiaro che la fonte era la Cartiera, in particolare col depuratore dei fanghi. Abbiamo impostato una campagna di monitoraggio che doveva durare tre mesi, in realtà è durata un anno: iniziata a fine maggio 2019, abbiamo smontato gli strumenti lo scorso aprile. Il recettore è stato posizionato all’angolo tra via Giardini e via Oriola».

Come funziona il “naso”? «La macchina va prima istruita: dunque la abbiamo esposta ai punti più puzzolenti - vasche del depuratore e i container dei fanghi - trovando sempre grande collaborazione in Cartiera. Nella fase in cui si sono accumulate le segnalazioni, la Cartiera stava affrontando un problema per lo smaltimento dei fanghi, che poi è stato risolto. Inoltre, ha poi costruito la copertura per la carta da macero, che dunque non si bagna e non marcisce più. Contavamo di fare ulteriori rilievi più verso il centro, ma allo stato delle cose sembra inutile procedere».

Dalla Cartiera, il responsabile d’azienda Stefano Pretto spiega: «Cartiere Villa Lagarina SpA ripone grande attenzione al continuo miglioramento dell’ambiente in cui opera sin dal 2005, anno in cui l’opificio è stato acquistato dal gruppo cartario Pro-Gest. Il Gruppo investe con l’obiettivo di ridurre le emissioni nell’ambiente e migliorare l’impiego di energie necessario per i processi produttivi. Pro-Gest è la prima realtà europea ad aver ottenuto la certificazione di custodia forestale FSC® e PEFC di tutta la filiera. Negli ultimi mesi, Cartiere Villa Lagarina Spa si è focalizzata sulla riduzione degli odori installando dispositivi e apparecchiature. Tra questi un impianto per l’essiccazione dei fanghi biologici provenienti dall’impianto di depurazione: un intervento fortemente voluto per venire incontro alle esigenze del Comune in merito a odori e riduzione dei fanghi stoccati, grazie alla loro disidratazione. L’impianto di essiccazione lavora con un procedimento completamente automatico; il processo è a bassa temperatura (35°-130°C) e permette di recuperare l’energia termica dei camini della cartiera stessa, risparmiando molta energia e raffreddando i vapori in uscita. I vantaggi in termini ambientali sono molteplici in quanto l’essiccazione permette l’azzeramento degli odori provenienti dal “digestato”. Inoltre, grazie alla riduzione del volume di fanghi, si è ridotto notevolmente il traffico veicolare pesante».

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