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La giunta richiama il personale a Villa Lagarina
L.N. - 10 luglio 2019

La giunta comunale ha deliberato, il 9 luglio, di richiamare nella sede di Villa Lagarina, entro il 31 dello stesso mese, tutto il personale della propria pianta organica ora dislocato a Pomarolo e Nogaredo. Questo pur nel rispetto, per il momento, del mantenimento dei servizi e delle funzioni associate in essere. Ha deliberato anche di provvedere al “rientro” di tutte le attrezzature, arredi, suppellettili, materiali, documentazione di sua proprietà. Spiega la sindaca Romina Baroni: «Piange il cuore dover disfare ciò che faticosamente abbiamo costruito ma che era esplicitamente propedeutico alla fusione. Saltata questa, non vi sono ragioni per tenere in piedi una gestione che alla lunga è palesemente insostenibile, costosa e improduttiva. Non è certo lo scenario che avremmo voluto ma ora siamo chiamati alla responsabilità di lasciare ai prossimi amministratori una struttura comunale in piena efficienza. Ai nostri dipendenti e in particolare ai responsabili di Servizio chiediamo uno sforzo supplementare in termini di organizzazione, allo stesso tempo confidiamo nella piena collaborazione di tutti, consapevoli che il momento che attraverseremo sarà oltremodo complesso»


Si tratta del primo atto verso la conclusione della gestione associata rispetto alla quale, con la lettera del 19 aprile, la sindaca ha formalmente richiesto al presidente della giunta provinciale lo scioglimento motivato dell’Ambito 10.1. Un atto che, del resto, dà corso a quanto unanimemente deliberato dal consiglio comunale che, il 20 febbraio, decretò: “Nel caso né il Comune di Pomarolo né il Comune di Nogaredo approvino l’atto di indirizzo oppure il Comune che l'ha approvato non intenda procedere in assenza del terzo Comune, il consiglio comunale autorizza la sindaca e la giunta a negoziare con la giunta provinciale lo scioglimento dell'ambito di gestione associata o, in subordine, a ricondurre la gestione associata al rispetto dei meri obblighi di legge, anche attraverso la ridefinizione radicale della convenzione generale e dei relativi protocolli operativi”.

Si tratta dunque della naturale conseguenza del fallimento del progetto di fusione, naufragato dopo che il consiglio comunale di Pomarolo ha bocciato, il 29 marzo, l'atto di indirizzo che avrebbe poi portato a un referendum. Il voto di Pomarolo ha reso vani quelli unanimi dei consigli comunali di Villa Lagarina (20 febbraio) e Nogaredo (12 marzo). Del resto, Nogaredo aveva comunque precisato che il proprio voto favorevole era subordinato alla fusione a tre (escludendo quella a due).

Mentre si attendono i provvedimenti della giunta provinciale, si adempie alla necessità espressa all’unisono dal consiglio comunale: “Garantire e salvaguardare appieno l’istituzione e la comunità di Villa Lagarina”. Le ragioni del fallimento del progetto e la necessità di recedere dalla gestione associata sono stati spiegati puntualmente nella lettera che la sindaca ha inviato a metà aprile a tutti i cittadini e sono stati ribaditi ai sindacati nell'incontro, in sede di conferenza dei sindaci, del 30 maggio.

La gestione associata a cui Villa Lagarina aveva aderito solo in funzione del percorso di fusione, risulta essere una condizione non procrastinabile nel medio-lungo periodo e che oltretutto si dimostra inefficiente e dispendiosa.

 

Romina Baroni