Villa Lagarina Natale 2019
La festa dei 130 anni di storia dell’asilo Riolfatti
L.N. - 8 ottobre 2019

Sabato e domenica scorsa si sono celebrati i 130 anni di storia dell’asilo infantile Gio Batta e Rosa Riolatti di Villa Lagarina: un’occasione che ha riunito tutta la comunità e che ha coinvolto numerose associazioni. Le maestre hanno proposto alcuni laboratori e, con l’obiettivo di far conoscere la storia dell’istituto, l’ente gestore ha chiesto alla compagnia teatrale “I sottotesto” di raccontarla in teatro. Sono inoltre state allestite le mostre “Una scuola da scoprire” e “130 anni di storia”, questa frutto di una ricerca storica sulla figura di Gio Batta Riolfatti che con un lascito a fine ottocento permise la costruzione del primo “asilo”. La sindaca Romina Baroni, in occasione della cerimonia istituzionale, ha ringraziato tutti i volontari, i partecipanti ai festeggiamenti e ovviamente l’ente gestore dell’asilo, al cui fianco il Comune ha lavorato sia per sostenere la pubblicazione che ricorda i 130 anni di storia sia per restaurare la monumentale tomba di Gio Batta e Rosa Riolfatti nel cimitero di Santa Lucia. «Va ammirata la grande lungimiranza di Gio Batta che coi suoi lasciti ha voluto migliorare il tessuto sociale della comunità, anche con decisioni, come il sostegno all’indipendenza delle donne, per nulla scontate a quei tempi. Nella giornata in cui si festeggiano in tutto il mondo gli insegnanti per ringraziarli per il ruolo educativo e per la responsabilità che portano nel formare le donne e gli uomini del domani, sono davvero importanti questi momenti in cui la comunità si riunisce e fa memoria dell’origine delle istituzioni sociali che la permeano»


Con l’occasione, via Mons. Gosetti è stata chiusa al traffico per ospitare le attività all’aperto e sono state tante, si diceva, le associazioni coinvolte: la parte musicale è stata affidata alla scuola Jan Novàk, mentre la Famiglia cooperativa si è occupata del buffet e il Circolo anziani del brindisi domenicale dopo la messa. Agli Alpini il compito di preparare la pastasciutta per il pranzo comunitario. L'attività di intrattenimento pomeridiano per i bambini è stata affidata al “Centro famiglia 180 gradi” e al gruppo nato proprio all’interno della scuola, per iniziativa dei genitori: la teatrale “Compagnia che non c’è”. Costante e immancabile il supporto dei Vigili del fuoco volontari.

Alle celebrazioni hanno partecipato le autorità comunali con in testa la sindaca Romina Baroni, della Comunità di valle con la vicepresidente Enrica Zandonai e della Provincia con il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. La scuola, oggi, fornisce il suo servizio a settanta tra bambine e bambini, divisi in due sezioni. Sulla pubblicazione edita dall’ente gestore grazie al contributo del Comune, si legge che questa festa è stata organizzata “Perché oggi siamo il frutto di ciò che nel tempo è stato seminato. Ciò che abbiamo non nasce dal caso, bensì dalla nostra storia e dalle persone che, a vario titolo, hanno contribuito a creare il contesto sociale e culturale nel quale viviamo. Un tempo nel sistema dell’istruzione la scuola materna era un servizio che esisteva sotto altra forma e destinato alle famiglie benestanti, per lo più nobili e borghesi, mentre per tutti gli altri c’era il nulla. Villa Lagarina ha avuto la fortuna di avere fra i suoi cittadini i fratelli Riolfatti, dei quali vogliamo onorare la memoria per apprezzare almeno in parte quello che i nostri bambini possono godere”.

Il presidente dell’ente gestore Paolo Baldo ha sottolineato come quello dei fratelli Riolfatti sia stato più di una donazione: «Un vero e proprio progetto educativo e sociale». Il fascicolo contiene anche la ricerca storica curata da Gianni Bezzi e ha lo scopo di valorizzare le radici dell’istituzione.

Giovanni Battista detto Gio Batta e Rosa Riolfatti erano fratelli di una famiglia di Pedersano. I genitori, Luigi e Giuseppa Leonardi di Preore, ebbero 9 figli ma soltanto Giovanni Battista (1912) e Rosa (1913) non si sposarono e sopravvissero, assieme a una nipote, Erminia. Per questo il grosso delle loro proprietà fu destinato a opere di bene. Nella pubblicazione, l’elenco di tali opere è riportato per intero: oltre all'asilo, i due diedero vita alla congregazione di carità, alla biblioteca scolastica, a borse di lavoro, alla dote per una ragazza, al magazzino di grano turco e al lazzaretto. La famiglia era benestante e Gio Batta poté studiare e diventare avvocato. Esercitò la professione nella sua casa di Villa Lagarina, oggi casa Zandonai, affacciata sulla piazza che ospita la nota “Fontana delle angurie”. Fu anche Capo Comune (ovvero l’equivalente di sindaco) nel 1848 e poi dal 1861 al 1872. Morì nel 1883, mentre la sorella Rosa visse fino al 1890.

Un momento delle celebrazioni