Villa Lagarina estate 2018
Frammenti di vita
L.N. - 4 febbraio 2019

La mostra fotografica “Frammenti di vita” di Gios Bernardi, curata da Manuela Baldracchi e Paola Bernardi, è visitabile a Palazzo Libera fino al 24 febbraio. Frutto della collaborazione tra il Comune di Villa Lagarina e l’Associazione FormatoArte, raccoglie scatti in bianco e nero che l’autore, medico radiologo, ha realizzato tra gli anni ’50 e i primi ’70 del secolo scorso. 65 foto che ricordano come eravamo e restituiscono “frammenti di vita” colti con intensa partecipazione. Fotografie di strada che raccontano la condizione umana di fragilità, fatica, solitudine e malinconia, ma anche di sorrisi e speranza. Il lavoro di Bernardi induce anche a riflettere su tematiche che si ripresentano con drammatica urgenza al giorno d’oggi. Per Mario Cossali, intervenuto all’inaugurazione: «La gente della campagna, della montagna, dell’emigrazione non è più gente in queste foto. Ci troviamo davanti persone che diventano protagoniste nel loro anonimato, perché fanno parte di una storia e di un racconto, perché sono entrate nell’intimità dell’artista fotografo e attraverso il suo occhio anche nella nostra»


Nella sua recensione intitolata “Il bianconero di una continua visione”, Cossali approfondisce: «Gios Bernardi non si nasconde, vive con i suoi soggetti. Da una parte può anche condividere l’idea di fotografare propria di Edward Weston: “La fotografia è un modo di sviluppare se stessi, un mezzo per scoprirsi e identificarsi con tutte le forze basilari, con la natura, con la fonte”. Ma dall’altra il suo forte istinto pittorico lo trattiene da una visione marcatamente passionale e scorre con lo sguardo amico sulla realtà cercando sempre l’interpretazione, la complessità del contesto tra ciò che appare chiaro e centrale e ciò che fa da sfondo più o meno distinto e descritto. Per questo il ritratto di un uomo può essere il ritratto della solitudine o della speranza, la strada e la piazza diventano proiezioni di sentimenti e di attese, un muro o un filare contengono fatica e calore, i volti chiedono complicità quando sono felici.

Ma quello che è più importante a mio avviso e che segna questa fotografia è la volontà costruttiva dei particolari, che grazie alla saggezza spaziale del bianconero finiscono per reinventare la realtà stessa trasformandola, pittoricamente appunto, in una visione. Per questo è fuorviante cercare per essa aggettivi legati a una critica scolastica: sociale, psicologica, paesaggistica, etnologica… Prende il volo da ogni angolo della vita, ma vola, non resta ferma a terra.

Come scriveva Roland Barthes: “Ora, ciò che io ipotizzo nella Fotografia non è soltanto l’assenza dell’oggetto, ma anche, sullo stesso piano e all’unisono, che quell’oggetto è effettivamente esistito e che è stato lì dove io lo vedo”. Barthes identifica in questo movimento addirittura una sorta di follia della Fotografia e ad esso non è certo estraneo nemmeno il Nostro, eppure noi ci sentiamo attratti dalla sua narrazione, dai tempi e dagli spazi che illumina, dai chiari e dagli scuri che dipingono la scena e che sembrano invocare la nostra partecipazione».

 

Orari

mercoledì, giovedì e venerdì 140-18; sabato, domenica e festivi 10-18.

 

Gios Bernardi

Nasce a Bolzano nel 1923. Medico, specialista radiologo, da sempre con la passione per la fotografia, partecipa nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, a diverse mostre fotografiche a livello nazionale e internazionale. Del 1962 è una sua personale, a cura di Lamberto Vitali, alla libreria d’arte e di architettura Salto a Milano. Nel 2005 partecipa a Colonia a una mostra dedicata alla migrazione in Germania realizzata dal Kulturstiftung des Bundes, dal Centro di documentazione sulle migrazioni, dall’Istituto di antropologia culturale dell’Università di Francoforte e dall’Associazione d’arte di Colonia. Oltre un centinaio di sue opere sono presenti nella collezione della nota galleria Keith de Lellis di Manhattan.

A ottobre 2015 lo Studio fotografico Rensi (Trento) dedica a lui e al padre una mostra dal titolo: “Carlo e Gios Bernardi. Dialogo tra padre e figlio attraverso l’arte”.

Nel marzo 2018 inaugura a Palazzo Roccabruna a Trento la personale “Frammenti di vita. 65 scatti di Gios Bernardi”.

Nel 1967 esce a Roma per i tipi di Editoriale Grafica il volume “Gente che va”, a cura di Camillo Moser, frutto di un servizio fotografico realizzato nel Sud e nel Nord Italia, in Svizzera e in Germania per documentare l’emigrazione italiana, sue sono le foto e la redazione, le parole di Mario Bebber. Il volume vedrà una seconda edizione ampliata nel 2009 presso Alcione Edizioni a Trento. Del 2006 è la pubblicazione a cura di Keith de Lellis, di “Le strade. Italian Street Photography”, edizioni Damiani.

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