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Fiori d'arancio anche a Palazzo Libera
M.V. - 23 aprile 2011

Lo scorso 4 aprile la Giunta municipale ha deliberato che d'ora in avanti i matrimoni civili possano essere officiati anche nel prestigioso Palazzo Libera, di proprietà comunale. “È un primo passo per rendere questo meraviglioso luogo sempre più partecipe alla vita della comunità - afferma l'assessore Bruno Vaccari - siamo convinti che il settecentesco palazzo, con il suo suggestivo giardino interno, sappia offrire la cornice migliore a chi sceglie di sposarsi nella nostra borgata". Ora manca solo il via libera del Commissariato del Governo


Il Codice civile prevede che le unioni civili vengano celebrate in forma pubblica nella casa comunale, tuttavia la prassi estende tale dizione non solo alla sede principale del municipio ma anche agli altri immobili di proprietà comunale con elevata valenza storico-culturale.

Tra questi non v'è dubbio che possa essere incluso Palazzo Libera.

Costruito verso la metà del 1600 da Don Antonio della nobile famiglia roveretana Gasperini di Montevineato, l’edificio passò nel 1700 alla famiglia Madernini che dopo un incendio ad opera delle truppe francesi nel 1703, lo ricostruì secondo il gusto rococò dell’epoca.

Il severo portale d’ingresso in pietra bicolore coronato da un lungo poggiolo, l’apparato decorativo interno realizzato con stucchi e tempere raffiguranti paesaggi, le eleganti stufe a olle rispecchiano proprio la cultura artistica settecentesca.

Agli inizi del XIX secolo il casato dei Madernini si estinse e il palazzo divenne proprietà della famiglia Libera, proveniente dalla zona di Avio e operante nel commercio della seta, industria allora molto fiorente in tutta la Vallagarina.

Personaggio importante di questa famiglia fu Adalberto Libera (1903-1963): architetto italiano razionalista che progettò numerosi edifici pubblici della prima metà del XX secolo.

Nel giardino interno del palazzo una sua opera scultorea, “Madre”, porta incisi sul palmo delle mani i nomi dei caduti di Villa Lagarina durante la Prima guerra mondiale.

Dal 2000 Palazzo Libera ospita la sede staccata del Museo Diocesano Tridentino. Vi sono esposte opere d'arte e suppellettili ecclesiastiche di notevole interesse, riferibili alla raffinata committenza dei Lodron.

Ass. Bruno Vaccari