Villa Lagarina estate 2018
Ci prendiamo cura di Cei
L.N. - 7 agosto 2018

La sindaca Romina Baroni replica all’interrogazione del consigliere provinciale Claudio Civettini e spiega: «Le macrofite vanno contenute ma non eliminate: c’è bisogno di tutte le piante affinché il lago sia in equilibrio, si ossigeni e non muoia»


Estirpazione delle macrofite già cominciata; uno studio dell’Università di Parma per comprendere meglio la vita del lago e delle piante stesse - perché non si parla di alghe - e dunque capire come contenerne la diffusione (contenere, perché eliminarle causerebbe la fine dell’ossigenazione del lago e probabilmente in questo caso la formazione delle alghe!)

In parallelo si è interessata una ditta farmaceutica trentina con l’obiettivo di avviare uno studio per lo sfruttamento delle macrofite stesse a fini cosmetici oppure come materia prima-seconda da utilizzare in agricoltura: cosa che renderebbe queste piante una risorsa. La ditta, nel recente passato, ha ad esempio trovato il modo di ricavare la fitomelatonina dall’achillea del Bondone.

Ancora: prosecuzione dei lavori di rimozione, da parte dei privati e degli usi civici, degli alberi caduti o pericolanti dopo la tromba d’aria del 6 agosto dell’anno scorso, personale del “Progettone” che si insedierà in zona dalla metà di settembre prossimo per ben 2 anni col compito di ripristinare cartelli, staccionate, strade, sentieri e verde pubblico attrezzato.

Ma non finisce qui: ci sono i due bagni di ultima generazione installati attorno al lago a cui si aggiunge il terzo servizio messo a disposizione nel centro visitatori che, aperto tutta l’estate, fornisce anche informazioni naturalistiche e turistiche. Ci sono poi le collaborazioni coi più prestigiosi istituti della ricerca e della divulgazione scientifica del Trentino e l’Apt Rovereto e Vallagarina: tutti impegnati a fianco del Comune e della Rete di Riserve Bondone per offrire un programma di animazione turistica orientata alla conoscenza della natura e particolarmente adatto alle famiglie. I parcheggi di attestamento sono stati inseriti nel piano comunale della sicurezza e ora sono videosorvegliati. C’è poi il servizio “spiagge sicure” che, per agosto, è attivo tutti i giorni mentre a luglio è stato operativo nei fine settimana, come avviene ormai da anni. Il tutto all’interno di una pianificazione triennale della più volte citata Rete di Riserve Bondone e che vede la collaborazione della Provincia e del Bim dell’Adige.

Questo lungo elenco fornisce un’idea di quanta sia l’attenzione che il Comune di Villa Lagarina dedica al Lago di Cei e, dunque, indica con chiarezza quanto fuorvianti siano le affermazioni del consigliere provinciale Civettini, che recentemente ha proposto un’interrogazione; «ben dovrebbe conoscere - spiega la sindaca Baroni - i tempi amministrativi necessari che intercorrono dalla pianificazione all’attuazione. Ed è vero che sono stati installati dei wc a secco particolari ma che di “lunare” (come dice lui) hanno ben poco se non il pregio di essere fruibili tutto l’anno e quindi anche durante la stagione invernale. Sfido a trovare in Trentino un altro lago alpino di queste dimensioni con tre servizi igienici pubblici».

Puntuali, come ogni estate, arrivano le interrogazioni e le prese di posizione sul Lago di Cei: area protetta provinciale e gioiello naturalistico ma anche elemento di attrazione turistica, l’area necessita di particolare cura e attenzione e va “usata” con cautela. «È quanto dico da sempre» – spiega la sindaca Baroni che del resto a Cei ci vive.

Qualche ritardo nelle manutenzioni, ammette la sindaca, ci può essere stato, ma la pianificazione ha radici lontane e si avvale di consulenze scientifiche. I ritardi si accumulano per l’espletamento delle procedure amministrative, per gli eventi straordinari, per la necessità di far dialogare numerosi enti e, non ultimo, per il fatto che tra la primavera e l’estate, il clima particolarmente piovoso ha costretto a spostare in avanti l’intero calendario di interventi.

«La pianificazione è triennale, si dipana in programmi annuali e segue una precisa agenda dei lavori. Come informazione di servizio, posso dire che il contenimento delle macrofite è in corso di fronte alle due spiaggette balneabili. Una terza area, a nord e molto circoscritta, sarà trattata con estirpazione più profonda: si tratta di una fase sperimentale per valutare la risposta della vegetazione. I sub, dunque, sono al lavoro. Si tratta di operazioni complesse e anche costose: a ogni strappo si muove il substrato e questo riduce la visibilità. Le piante sono molto prolifiche e i pezzetti possono galleggiare e radicare altrove, per questo abbiamo dato in dotazione ai vigili del fuoco volontari un’imbarcazione elettrica per il recupero dei residui galleggianti».

Quanto all’affermazione sulla mancanza di strutture ricettive: «Il Comune mette a disposizione i locali bar, assegnandoli tramite bando, a Pedersano e a Castellano, oltre a Malga Cimana. Questo è ciò che può fare avendo quegli immobili nel proprio patrimonio. Fare impresa turistica sul Lago non è il compito del Comune. Suggerire che l’amministrazione sia inadempiente perché mancano bar o ristoranti, significa avere il chiaro obiettivo di disinformare i cittadini».

Tornando al Lago: «L’obiettivo 2019 è di poter partire con lo sradicamento già a marzo, col disgelo. Il Bim dell’Adige ha poi confermato il finanziamento per acquisire alcuni terreni in prossimità del lago: operazione che permetterebbe una più efficace valorizzazione dell’intera zona».

Segnaletica: quella esistente è stata divelta e accatastata sulla spiaggetta a fianco della strada provinciale; sarà ripristinata dalla squadra del Progettone che entrerà presto in azione.

Infine una considerazione generale. «Gestire un luogo tanto delicato e un'area protetta di rilevanza europea, come abbiamo visto, coinvolge molti enti e necessita di pareri scientifici autorevoli e di volontà politiche da far coesistere. Con l’occasione informo che, a fine agosto/inizi di settembre, presenteremo i risultati della primissima fase di monitoraggio effettuata sul lago nonché la proposta di piano di gestione approvata preliminarmente a fine 2017 dagli aderenti la Rete di Riserve Bondone».