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A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 - Villa Lagarina
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Da sabato 4 febbraio
a domenica 19 marzo 2017

Personale di e a cura di Paolo De Carli: profili, arazzi, stabat mater, ghiribizzi e progetti per grandi sculture. Gli arazzi sono eseguiti a telaio da Katia Pustilnicov. Inaugurazione sabato 4 febbraio alle 18:00


Diplomato all'Istituto d'Arte di Trento, Paolo De Carli si trasferisce a Firenze dove inizia la professione artistica. Insegna Plastica ed Educazione Visiva negli istituti d'arte di Trento e Rovereto. Frequenta gli ambienti artistici e partecipa ai fermenti socio-culturali della città. Con la moglie francese, Katia Pustilnicov, soggiorna in maniera assidua a Parigi dove inizia la produzione dei suoi arazzi, eseguiti dalla stessa su un telaio del 1800. Oggi risiede a Besenello dove si dedica anche alle proprie collezioni di arte popolare.

 

[…] Paolo De Carli compie una profonda esperienza francese e parigina, incontrando attraverso la donna che diverrà poi sua moglie, Katia, la tattilità astratta e concretissima dell'arazzo. Un'arte artigianale antica e attuale per la capacità di trasfigurare - nella realizzazione al telaio - i segni e i colori più immediati. L'espressione, nell'arazzo, diventa meditazione e al tempo stesso sedimentazione, passando da un tratto individuale ad una presenza pubblica. Una mutazione eccezionale. Una metamorfosi delle forme e dei linguaggi non ancora compresa a fondo.[...]

Paolo De Carli entra in questa ricerca coraggiosa, che porta in territori inesplorati e magnifici, tanto che oggi, per capire pienamente la sua pittura, occorre pensarla trasfigurata nell'arazzo, che ne moltiplica - e al tempo stesso ne stabilizza - i messaggi, rendendo “più vere”, perchè tattili e meditate, le fantasie come gli incubi. [...]

I grandi dipinti di Paolo De Carli portano in un altro mondo, che proviene anch'esso dai riferimenti popolari e ricorda, nelle stesure di colore, la stagione dell'astrattismo. Ma la proposta di fondo è di rilanciare un'epica per la modernità. Un'epica che non fa sconti, che tiene conto di tutto, della violenza, della guerra, della crisi dei linguaggi, degli incubi psicoanalitici. Un'epica che recupera, dolorosamente, temi e suggestioni fra sogno e cronaca: i bambolotti rotti, infranti, l'infanzia che viene scippata dalla sua innocenza, i corvi onnipresenti, che sembrano prepararsi a diventare padroni del mondo. È una pittura dolorosa quella di De Carli, ma non cupa. De Carli ha il coraggio di parlare e di dipingere come se ci fosse una verità da raggiungere e la verità c'è: “La trovo - dice il pittore - nella vita di ogni giorno, cercando di sovrapporre il mio essere uomo e pittore a un mondo che sembra essere ormai popolato da burattini”.

Le partiture di colore, nei dipinti di De Carli, sono classiche, mentre i soggetti sembrano usciti da antichi racconti. Gli uomini sono maschere, non persone, le donne conservano solo il volto della Madonna, le anime si perdono in un paesaggio surreale, mentre l'animale diventa il doppio dell'uomo. Si potrebbe pensare ad un surrealismo magico se al fondo non vi fosse una consapevolezza etica, sofferta, che il surrealismo non aveva. Il surrealismo è un gioco, i dipinti di Paolo De Carli sono un' epopea tragica sulla condizione umana, sulle paure del futuro.

Franco de Battaglia (Da “ Collezioni private”)

 

Paolo De Carli lavora da moltissimi anni nel campo dell'arte e si è quindi arrogato il diritto di essere un grande rapinatore della storia dell'arte stessa, ma anche della vita quotidiana, dei ricordi e delle memorie, confondendo e mescolando continuamente l'arte cosiddetta “alta” con quella più veritiera e genuina considerata “popolare”, tuffandosi nel suo essere fanciullo per riportare in superficie la gioiosa partecipazione nel creare giocattoli, teatrini su cui far scorrere, talvolta ossessivamente, la propria vita.

Sono ritratti di famiglia mescolati a lupi, a quei lupi neri e rossi, dal pelo folto e spezzettato che ci ricordano tanto le fiabe narrate la sera assieme al rumore del vento e che ci facevano paura, ci terrorizzavano, ci costringevano a guardare sotto il letto e in ogni angolo, perchè quel lupo era sinonimo delle nostre pulsioni istintuali; sono diventati anche i Krampus neri, una sorta di ibridi tra uomini e bestie, che aleggiano sui giorni morti dell'inverno in attesa della vita primaverile e di quel San Nicolò che li scaccia dalla stube dei masi alpini di tradizione ladina e nordica. […]

De Carli trasforma un'opera in un piccolo mondo, cospargendolo di tracce infinite che ci aiutano a ricucire ogni strappo con il nostro mondo infantile, quello dei sogni e delle fantasie, quello degli orrori e degli spaventi, quello delle speranze e delle frustrazioni. Un mondo infantile qui svelato con la sua grande capacità di irrompere nel nostro mondo di adulti ricco soltanto di false sicurezze, di falsi idoli, di illusioni materiali e di aridità spirituali. Un mondo formato da pochi bambini felici e illusi dagli adulti, contrapposti ad una moltitudine di fanciulli condannati ancor prima di nascere alla morte materiale e spirituale. […]

Non sono opere acritiche, anestetizzanti, a cui ormai l'arte contemporanea ci ha abituati subissandoci quotidianamente di icone intercambiabili fra di loro, senza storia e senza memoria, spacciandole per grandi novità. Queste opere hanno una forte connotazione critica, dialettica. Elementi scaturiti dalle icone stesse le quali, sommandosi, creano una sottile ma respirabile aria melanconica, di disillusione, di speranze ormai spente anche se il fuoco del focolare non muore mai, diventa soltanto brace e, racchiudendosi su se stesso, trattiene l'ultimo calore in cui sono racchiusi i valori che non possono mai spegnersi.

Fiorenzo Degasperi (Da ”Quando la divina follia diventa pittura”)

Alcune mostre ed esposizioni

1968 – Venezia. XXXIV Biennale con un arazzo.
1971 – Roma. "Dieci Pittori e Dieci incisori trentini del XX secolo", Palazzo delle Esposizioni,
1973 – Rovereto. Personale, Galleria Pancheri
1976 – Trento. Personale, Galleria il Castello
1979 – Parigi. Arazzi di artisti contemporanei, Hotel de Sens
1984 – Trento. Premio Gualazzi
1986 – Szekszàrd (HU). Arazzi di artisti contemporanei
1988 – Parigi. Arazzi di artisti contemporanei, Galleria CCMP
1991 – Berlino."Orizzonti d'Europa", Galleria Comunale
1992 – MART, Archivio di Documentazione Arte Contemporanea 1 - De Carli
1998 – Villa Lagarina. Personale "Passaggi segreti"
2003 – Rovereto. Situazioni: Arte 2003 MART
2007 – Trento. Collezioni Particolari, Galleria il Castello
2016 – Rovereto. "Linguaggi di una generazione", Studio 53 Arte
2017 – Villa Lagarina. Personale "Profili", Palazzo Libera

 

 

De Carli