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Villa Lagarina dice 'no' alle banche armate
L.N. - 17 novembre 2014

Può un piccolo comune influire sugli equilibri mondiali? Per quanto è nelle sue competenze sì. L'ultimo esempio di una scelta di questo tipo è nella delibera della giunta comunale di Villa Lagarina relativa all'affidamento del servizio di tesoreria. Come noto, ogni comune si avvale del supporto di un istituto di credito per svolgere tale servizio e, seguendo quanto sancito dalla normativa in materia, a stabilire quale banca dovrà custodire le finanze pubbliche è un confronto concorrenziale. Ebbene, l'Amministrazione Baroni ha deciso che non vorrà più affidarsi a una delle cosiddette "banche armate" e, in tal senso, ha posto precisi vincoli nella delibera con cui ha invitato gli istituti di credito a partecipare al bando


È opportuno spiegare il concetto: si definiscono "banche armate" quelle che forniscono servizi bancari o che svolgono un ruolo di intermediazione fra aziende che producono armamenti e paesi acquirenti. Per chi volesse approfondire l'argomento, e scoprire magari se il suo conto è depositato presso una di queste banche, la tabella più aggiornata è consultabile a questo link: si tratta della “Tabella sulla esportazione definitiva degli istituti di credito” emessa annualmente dal Ministero dell'economia e delle finanze e allegata alla “Relazione annuale della Presidenza del Consiglio sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo delle esportazioni, importazioni e transito dei materiali di armamento”, rilasciata in ottemperanza a quanto prevede la Legge 9 luglio 1990 n. 185.

Nella delibera della giunta, rispetto al commercio di armi si legge: «se sembra rispondere alle esigenze di sicurezza e di difesa, va invece più propriamente considerato nell’ambito dell’attuale contesto internazionale, in cui l’assenza di uno standard comune internazionale sull’importazione, l’esportazione e il trasferimento di armamenti convenzionali è un fattore che contribuisce ai conflitti, allo sfollamento di persone, al crimine e al terrorismo e di conseguenza minaccia la pace, la riconciliazione, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo sostenibile (come dichiara la risoluzione dell’Assemblea delle Nazioni unite che successivamente ha portato all'approvazione del Trattato internazionale sul commercio di armi)».

Aggiunge poi che «La responsabilità sociale e d’impresa (corporate social responsibility), definita in questi ultimi anni da numerosi e importanti istituti di credito internazionali, impegna le banche ad assumere regole di gestione e di operatività che devono rispondere non solo alle normative nazionali e internazionali, ma anche e soprattutto a una più ampia domanda di responsabilità sociale ed etica nei confronti della collettività in generale e delle generazioni future. Nello specifico, ciò significa porre in primo piano le aspettative di pace, sicurezza e sostenibilità sociale avanzate dalla società civile».

Il gesto, oltre che un importante atto pubblico, rappresenta evidentemente un forte impegno dal punto di vista simbolico. Il Comune di Villa Lagarina rifiuta dunque di avvalersi dei servizi forniti da chi trae profitto da questo terribile business.

Per la cronaca, il confronto concorrenziale tra le banche invitate a partecipare al bando, ha visto prevalere il Credito Valtellinese di Sondrio, con filiale in via Stoppani a Rovereto, cui è stato affidato dalla medesima giunta comunale il servizio dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2019.

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