Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
Una mostra, un video e uno spettacolo contro la violenza di genere
L.N. - 16 novembre 2015

In collaborazione con la Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo e col patrocinio della Comunità della Vallagarina, i Comuni di Villa Lagarina, Pomarolo e Nogaredo in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne ospitano, dal 23 novembre all’8 gennaio nell’atrio del municipio di Villa Lagarina, "Non chiamatelo raptus": mostra itinerante dell’IllustrAutrice Stefania Spanò, in arte Anarkikka, e un suo video "Contro la violenza sulle donne". Anarkikka è un’artista che si esprime sulle tematiche di genere applicate alla quotidianità. Il 26 novembre, il Comune di Nogaredo ospita inoltre "Perché? luci e ombre di un amore malato". «La violenza maschile nei confronti delle donne - spiega l'assessora alla protezione sociale Serena Giordani - si origina nella cultura e negli stereotipi di genere e in essi cresce e si sviluppa. Anarkikka è particolarmente attenta alla vita delle donne nel nostro Paese, un Paese che purtroppo è ancora distante da “pari rispetto” e “pari opportunità”. L'artista contribuisce, con coinvolgente ironia e immagini efficaci, a disvelare e a decostruire molti dei pregiudizi più diffusi»


La creatività di Anarkikka trae origine da una profonda riflessione che si sintetizza e si potenzia nel meccanismo inconscio del riconoscimento lampo, dove il disegno unitamente al messaggio si fondono e sono subitaneamente decodificabili. Discriminazione, disparità, violenza sono così affrontati in tante tavole che colpiscono per l’efficacia e per il linguaggio utilizzato. L’argomento è affrontato in modo nuovo, consapevole che la vera sfida consiste nell’aiutare a decifrare e contrastare i pericoli che si nascondono anche in ogni forma di comunicazione. La semplicità e la chiarezza delle illustrazioni permettono a chiunque di cogliere questi aspetti in modo diretto. Le immagini sono inoltre particolarmente adatte alla fruizione da parte dei giovani che hanno oggi più che mai bisogno di riconoscere l’influenza, le cause e i risvolti psico-sociali degli stereotipi di genere nella nostra cultura.

L’obiettivo di questo evento è quello di favorire la consapevolezza collettiva del fenomeno e agire sulla responsabilizzazione pubblica e privata. Solo se ci si impegna, con politiche adeguate, ad abbattere gli stereotipi che tuttora affliggono l’immagine femminile, ad investire concretamente in una promozione sociale della donna svincolata da tutto ciò che la mortifica e la discrimina, a rendere effettivi gli strumenti di tutela disponibili, a garantire la certezza della pena per gli autori della violenza di genere, sarà possibile dar vita a un contesto ideologico e sociale fondato sul rispetto dell’altro e sulla vera parità di genere.

Nei locali dedicati all'esposizione, saranno distribuiti materiali informativi, curati e forniti dal Centro AntiViolenza di Trento.

Condividendo la volontà che da sempre persegue la Commissione Provinciale Pari Opportunità, cioè quella di non limitarsi ad affrontare il tema delle violenze nei confronti della donne solo nel giorno del 25 novembre, non è previsto un momento di inaugurazione ma, piuttosto, si vuole prolungare l'impegno e dunque proseguire questo percorso tutto l’anno. In tal senso, saranno organizzate alcune serate - incontro nei mesi di febbraio e marzo, nei Comuni promotori dell’evento.

A Nogaredo, la commissione culturale del Comune propone una serata artistico - culturale per giovedì 26 novembre alle 20.30 in municipio. Tramite la musica e la prosa si cercherà di mettere a nudo le emozioni che scandiscono il rapporto uomo - donna in una "storia-tipo" caratterizzata da violenza. Ciascuna emozione sarà abbinata a un colore che illuminerà la sala, in modo tale che il pubblico si senta coinvolto in prima persona dalle vicende narrate dalle voci fuoricampo.

La particolarità di questo spettacolo, interamente scritto e realizzato ad hoc per l’occasione da un gruppo di membri della commissione culturale, è che, come suggerisce il titolo stesso, sarà completamente basato su un gioco di luci e ombre. Il pubblico sarà “rinchiuso” come in una scatola avente per lati dei lunghi teli bianchi, su cui si muoveranno le ombre degli attori e dei ballerini.

Al termine di questa performance, il pubblico, “uscirà” metaforicamente da questa scatola e sarà invitato a scendere al piano inferiore, nelle Sale delle Vele, per prendere parte a una performance artistica in cui saranno i diretti protagonisti e autori: scegliendo fra i barattoli di colore (gli stessi che hanno scandito la storia narrata nello spettacolo), dovranno lasciare, con una pennellata a proprio piacimento, il loro segno su una grande tela, come protesta alla violenza. Il tutto verrà ripreso e andrà a far parte di un video che verrà montato e lanciato "in loop" a fianco dell’opera d’arte così realizzata. Sulla tela verranno collocati anche frammenti di giornale che narrano di vicende di violenza.

tratto da http://anarkikka.blogspot.it/