Rete di riserve Bondone: dopo lo studio arrivano i primi interventi
L.N. - 6 marzo 2017

La Rete di riserve Bondone continua nel suo agire: dopo un'importante fase di studio, mappatura e monitoraggio naturalistico, è oggi pronta ad apportare anche alcuni interventi puntuali per favorire la biodiversità e la valorizzazione del territorio. In particolare, come spiega la sindaca Romina Baroni, che è anche vicepresidente della Rete: «A breve daremo il via ai lavori di sistemazione della strada poderale che unisce Bellaria bassa (nel nostro Comune) a Sant'Anna (nel Comune di Cimone). Questo consente di collegare meglio le due località e rappresenta, anche fisicamente, uno degli obiettivi per cui nascono le reti di riserve: gestire il patrimonio naturalistico creando collaborazione tra amministrazioni»


Facciamo un passo indietro e ricordiamo la storia recente. Il 22 ottobre 2014, il consiglio comunale di Villa Lagarina approva all'unanimità l'accordo di programma che allarga il territorio della Rete a Cimone, Garniga Terme, Terlago, Trento e alla stessa Villa Lagarina. Questa importante decisione è tesa a far sì che nelle aree protette già esistenti di "Pra dall'Albi-Cei” e “Casotte” (121 ettari totali) si avvii un nuovo percorso di tutela e valorizzazione naturalistica, con ricadute anche dal punto di vista turistico.

Con il coordinatore della Rete di riserve Bondone, Andrea Sgarbossa, vediamo quali sono stati i passi compiuti finora e cosa è in programma per il futuro.

Anzitutto un chiarimento sul funzionamento della Rete che «Si basa su un accordo di programma sottoscritto da tutti i comuni partecipanti (nel frattempo, Terlago è confluito in Vallelaghi), Asuc, Comunità di valle e consorzio Bim. L'accordo stabilisce una delega dalla Provincia agli enti locali per la gestione delle "loro" aree protette. Le amministrazioni coinvolte operano secondo un principio di sussidiarietà e la gestione viene coordinata da un ente capofila, in questo caso Trento. L'organo amministrativo è la Conferenza della Rete dove sono presenti sindaci e presidenti e il cui presidente è l'assessore competente per le materie ambientali del Comune di Trento; suo vicepresidente è stata nominata la sindaca di Villa Lagarina».

Sgarbossa entra poi nel dettaglio: «L'accordo di programma ha durata triennale e scadrà a novembre 2017. La prima fase di lavoro, meno vistosa ma necessaria, è stata organizzare la rete stessa: si tratta di organismi nuovi ed era indispensabile rodarne il funzionamento. L'accordo di programma prevede poi una serie di azioni che si possono dividere in due categorie. La prima è quella della tutela attiva e conservazione della biodiversità, la seconda è relativa a promozione, informazione e formazione».

Alcune azioni sono già partite. «Sì: in entrambe queste categorie. Rimanendo alle più importanti, è stata realizzata una cartografia con mappatura di tutti gli habitat e gli ecosistemi della Rete. Un lavoro indispensabile per creare il Piano di gestione. Questo è il secondo punto fondamentale: è il documento previsto per legge la cui stesura coinvolge professionisti forestali e naturalisti, sarà condiviso con amministratori e cittadini e quindi approvato dalla giunta provinciale previo parere del Comitato provinciale aree protette».

A quel punto cosa accade? «Una volta approvato, il piano diventerà lo strumento di gestione dell'area: vincolante sia per le aree protette sia all'esterno di esse, in virtù del concetto chiave di rete, che vede le zone tutelate come nodi di una trama i cui fili sono i corridoi ecologici che le uniscono e attraverso i quali la biodiversità si diffonde e si conserva».

Quali sono gli interventi in cantiere? «Quelli che dovranno essere completati entro il 2017 sono la manutenzione su una viabilità poderale tra Bellaria e Sant'Anna (ne parla la sindaca più avanti, ndr.), all'interno dello stesso intervento si farà manutenzione straordinaria sul Sentiero dei mulini lungo l'Arione a Cimone. Infine, a Garniga terme, verranno recuperati, ripulendoli dall'avanzare del bosco, alcuni prati su aree terrazzate per una superficie di circa due ettari. Saranno ripristinati spazi un tempo destinati ad arativo o a pascolo: le aree che mescolano prato, bosco, siepi e zone umide aumentano la presenza di specie di flora e fauna e l'intervento avrà anche una valenza paesaggistica. La Rete si è fatta carico dei costi di progettazione mentre quelli di realizzazione saranno sostenuti dalla Provincia tramite il servizio sostegno occupazionale e valorizzazione ambientale».

Cosa ci attende nei prossimi mesi? «A novembre si chiude il primo triennio e si dovrà valutare come procedere. Lo sforzo iniziale verrà ricompensato in futuro, perché il Piano di gestione avrà durata di 12 anni, pari a quella di quattro accordi di programma che hanno invece durata triennale. Una cosa che vorrei far capire è che la Rete non è un nuovo ente, ma una nuova e inovativa forma di gestione che si avvale della collaborazione di altri enti già esistenti».

Veniamo infine al progetto che riguarda, da vicino, Villa Lagarina. A spiegarlo è la sindaca Romina Baroni. «Stiamo per approvare in linea tecnica il lavoro sulla strada poderale che collega Bellaria bassa a Sant'Anna. È un percorso che viene ripristinato e migliorato; è molto ripido e ora sembra l'alveo asciutto di un torrente. In questa zona ci sono alcune abitazioni, raggiungibili solo con mezzi quattro per quattro. Si sistemerà la strada e si procederà anche alla regimazione delle acque. Abbiamo già incontrato i proprietari una prima volta, un secondo appuntamento sarà organizzato per chi non ha potuto partecipare al primo. Questo è un lavoro di manutenzione del territorio che rappresenta anche un'occasione di messa in sicurezza. La Rete prosegue dunque nel suo impegno e dà sostanza al ruolo che si è assunta. Nel prossimo futuro arriveranno anche molti altri lavori che valorizzeranno le nostre aree protette».

 

LA STORIA E IL TERRITORIO

Le reti di riserve nascono per favorire una gestione coordinata delle aree protette e la loro istituzione non prevede modifiche ai vincoli già stabiliti nelle singole aree.

Nel 2008, tra Comune di Trento e Provincia viene stipulato l’accordo di programma che costituisce la Rete di riserve del Monte Bondone - Soprasasso. Il 23 aprile 2012 i sindaci di Cimone, Garniga Terme, Terlago, Trento e Villa Lagarina esprimono la volontà di entrare nella Rete. Nel 2012 il Comune di Trento, su delega della Provincia, predispone il progetto di attuazione per l'ampliamento. Partecipano all'accordo di programma anche il Consorzio Bim dell'Adige, la Comunità della Valle dei Laghi, la Comunità della Vallagarina e le amministrazioni separate dei beni di uso civico territorialmente interessate. Il Comune di Villa Lagarina ha coinvolto, in questo percorso, la commissione ambiente, l'Asuc di Castellano e la Consulta frazionale di Castellano.

Sul territorio dei comuni coinvolti dalla nuova Rete sono presenti diverse aree protette, per un totale di 1.171 ettari. Tra i siti di interesse comunitario: Tre Cime del Monte Bondone, Torbiera delle Viote, Stagni della Vela Soprasasso, Burrone di Ravina, Dos Trento, Laghi e Abisso di Lamar, Terlago, Pra dall'Albi-Cei (Villa Lagarina); tra le riserve locali: Palù, Casotte (Villa Lagarina), Valle Scanderlotti, Prada.