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Rete di Riserve Bondone: ok all'Accordo di Programma e al Piano di Gestione
L.N. - 13 novembre 2017

È stato unanime il “sì” del Consiglio comunale, riunitosi lo scorso 9 novembre per l'occasione a Castellano, alla parziale modifica e proroga fino al 31 marzo 2020 dell'Accordo di Programma istitutivo della Rete di Riserve Bondone che interessa i territori dei comuni di Cimone, Garniga Terme, Terlago, Trento e Villa Lagarina ai sensi della legge provinciale 11/2007 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette”. Via libera anche alla prima adozione del Piano di Gestione a firma di Federico Salvagni, Filippo Zibordi e Luca Casagrande, con la supervisione del coordinatore della Rete, Andrea Sgarbossa. Ammontano a 756.000 euro le risorse disponibili per il triennio 2017-2020. «La Rete di Riserve è un istituto che non pone nuovi vincoli mentre offre opportunità a favore dell'intero ambito interessato - afferma la sindaca di Villa Lagarina e vicepresidente della Rete, Romina Baroni - la prospettiva per l'area di Castellano e per la delicatissima valle di Cei è di raggiungere un equilibrio tra presenza antropica e natura, l'attenzione è di conservarne e valorizzarne la biodiversità, la scommessa è di attuare un modello di sviluppo sostenibile con un'impronta turistica non invasiva e consapevole»


Gli obiettivi principali che la Rete di Riserve si pone sono: realizzare la gestione unitaria e coordinata delle aree protette presenti nel territorio di riferimento; tutelare e per quanto possibile migliorare lo stato di conservazione delle aree protette presenti, attuando modalità di conservazione attiva secondo quanto prescritto dalla legislazione provinciale, nazionale e comunitaria; realizzare le azioni sopra descritte nel rispetto sia delle tradizioni locali sia delle attività economiche e sociali in essere. 

Tra gli habitat prioritari della Rete si sottolinea la presenza delle “Boscaglie di Pinus mugo e Rhododendron hirsutum” mentre di notevole importanza sono le “Formazioni erbose secche seminaturali e facies cespugliate su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)” che occupano circa 280 ettari e dei quali ben 29 sono da considerarsi prioritari, con stupenda fioritura di orchidee.

L'interesse per la Riserva naturale provinciale Pra' dell'Albi - Cei è dovuta alla vegetazione acquatica e all'eccezionale sviluppo di idrofite natanti e sommerse nel lago, con relativo orlo di elofite. Si tratta di un'area protetta di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili, nonché di interesse ornitologico per la presenza di specie tipiche dell'avifauna alpina.

Per quanto concerne la fauna, all’interno della Rete sono presenti 40 specie di interesse comunitario delle quali 24 a priorità di conservazione. Tra le più importanti, per gli anfibi si segnala l’ululone dal ventre giallo; per gli uccelli il re di quaglie, l’averla piccola, la civetta nana, la coturnice e il gallo cedrone; tra i chirotteri il vespertilio maggiore, il rinolofo maggiore e il rinolofo minore; tra i mammiferi l’orso bruno.

L'approvazione in prima adozione del Piano di Gestione della Rete, che ha una validità di 12 anni suddivisi in quattro fasi di tre anni ciascuna, consente di raccogliere ora le osservazioni e i suggerimenti sia dai portatori di interessi che dai cittadini. Il lungo percorso che occuperà verosimilmente l'intero 2018, porterà in sequenza alla stesura del testo definitivo, alla sua approvazione in seconda adozione nei vari consigli comunali e infine da parte della Giunta provinciale.

Gli obiettivi di carattere generale del Piano di gestione della Rete di Riserve sono essenzialmente tre: tutelare e gestire in modo conservativo le specie e gli habitat; promuovere lo sviluppo locale sostenibile; monitorare i risultati ottenuti. Nello specifico,  vengono perseguiti con azioni nell'ambito della conservazione e della connettività e nell'ambito dello sviluppo locale sostenibile e della valorizzazione culturale.

Dal punto di vista della connettività ecologica il territorio della Rete si caratterizza per l’elevata diversità paesaggistico-ambientale, comprendendo aree di fondovalle fortemente antropizzate e con elevata frammentazione degli habitat, versanti boscati caratterizzati da elevata continuità e ambienti subalpini modellati da secoli di attività pastorale e attualmente in parziale abbandono. Sono stati individuati tra gli altri i seguenti obiettivi specifici:

  • creare, riqualificare e tutelare gli ambienti umidi e lacustri per favorire la salvaguardia delle popolazioni di anfibi presenti nel territorio della Rete;
  • ripristinare le condizioni ambientali idonee alla riproduzione della trota marmorata nei torrenti regimati con briglie e opere spondali;
  • gestire secondo i principi della selvicoltura naturalistica la vegetazione delle fasce riparie e dei boschi igrofili;
  • gestire le aree umide favorendo il mantenimento degli ambienti igrofili di pregio e di specie floristiche di alto valore conservazionistico ad essi legati;
  • salvaguardare la biodiversità negli ambienti maggiormente minacciati dal fenomeno delle specie esotiche;
  • gestire e tutelare i prati aridi e quelli da fieno ricchi di specie;
  • conservare e mantenere i pascoli caratterizzati da livelli di biodiversità elevati;
  • controllare e contenere l'avanzata del bosco e degli arbusti in fase di espansione su prati e pascoli magri;
  • salvaguardare il paesaggio e gli ambienti utili alla presenza di numerose specie faunistiche;
  • eseguire indagini finalizzate alla valutazione dello stato di conservazione e delle minacce che riguardano in particolare gli habitat e le specie delle direttive “Habitat” e “Uccelli”.

L’obiettivo principale nell’ambito dello sviluppo locale sostenibile e della valorizzazione culturale è quello di dotare la Rete di strumenti informativi e divulgativi multimediali e cartacei capaci di promuovere il territorio nell'ottica del turismo sostenibile, coinvolgendo la popolazione residente e in particolare i giovani, i portatori di interessi, centri universitari e di ricerca a livello provinciale, nazionale e internazionale. In quest’ottica, tra i principali obiettivi che si pone il Piano di gestione, vi sono:

  • creare un momento di dialogo, confronto e partecipazione con la cittadinanza;
  • creare un luogo di dialogo e confronto tra portatori di interessi;
  • dotare la Rete di strumenti online che svolgano un ruolo informativo, promozionale, di ascolto e partecipazione;
  • realizzare materiale informativo e promozionale da distribuire presso punti info, centri visite, strutture ricettive entro la Rete e nei centri urbani;
  • comunicare, promuovere e pubblicizzare l’esistenza della Rete per mezzo del centro visitatori esistente presso il lago di Cei e i punti informativi delle APT;
  • informare, sensibilizzare e coinvolgere le giovani generazioni - sia residenti, sia provenienti da altre località - in merito all’esistenza e alla gestione della Rete;
  • fornire strumenti e competenze per una gestione sostenibile delle risorse all’interno della Rete;
  • incentivare le ricerche scientifiche e il raccordo con centri universitari e di ricerca a livello provinciale, nazionale ed internazionale;
  • migliorare la rete sentieristica al fine di favorire una fruizione del territorio più completa e coerente.

Le azioni di conservazione attiva e di incremento della connettività ecologica sono state suddivise in quattro grandi gruppi in funzione della tipologia di ambiente interessato dall’intervento: ambienti umidi e corsi d’acqua (A); aree aperte, quali prati, pascoli, praterie (B); aree boscate (C); ambienti e strutture antropiche (D). All’interno di ciascun gruppo sono state individuate le diverse azioni volte alla conservazione o al miglioramento della connettività ecologica.

Sulla base delle caratteristiche floristiche, faunistiche e ambientali della Rete e in funzione delle emergenze riscontrate nella fase di analisi, si elencano di seguito gli obiettivi specifici principali che riguardano direttamente il territorio montano di Villa Lagarina:

a)      apertura estiva e gestione del centro visitatori a Cei, inclusa la formazione del personale impiegato e la proposta di attività educative;

b)      recupero della connettività naturale tra il lago Lagabis e il torrente Arione che essendo intubato impedisce gli spostamenti naturali dell'idrofauna;

c)      interventi di manutenzione lungo i ruscelli a Pra' dell'Albi - Cei, soggetti a interrimento;

d)      studio scientifico volto a definire la migliore strategia da attuare nel medio periodo per il controllo delle macrofite acquatiche del lago di Cei, massimizzando l'efficacia degli interventi e contenendone i costi;

e)      nel breve periodo, sfalcio mirato su superfici definite delle macrofite acquatiche per contenerne l'espansione al fine di garantire la balneabilità del lago;

f)       taglio e contenimento delle specie esotiche invasive, quali: Bidens frondosa (Forbicina peduncolata, provenienza Nord America), Impatiens glandulifera (Balsamina ghiandolosa, provenienza Asia), Reynoutria japonica (Poligono del Giappone, provenienza Asia), Solidago canadensis (Verga d'oro del Canada, provenienza Nord America) e Solidago gigantea (Verga d'oro maggiore, provenienza Nord America);

g)      controllo e contenimento del bosco e degli arbusti in fase di espansione su prati e pascoli magri nella zona di Castellano, con taglio e asportazione biennale della biomassa;

h)      sul versante Stivo-Cima Bassa, apertura di radure e corridoi da raccordare con superfici aperte già esistenti al fine di apportare miglioramenti ambientali a favore dei galliformi;

i)       contrassegnare e georeferenziare i tronchi con cavità nido scavate dai picchi per segnalarne la presenza a tutti i soggetti coinvolti nella gestione forestale;

j)       lungo la SP20 nei pressi del lago di Cei, posa di dissuasori ottici, fissati alla parte superiore del guard-rail o di appositi sostegni, che riflettono la luce dei fari dei veicoli, deviandoli verso l'esterno della carreggiata e generando flash di luce che dissuadono gli animali dall'attraversare;

k)      nell'areale di Castellano, mantenimento e ripristino del mosaico agrario con la piantumazione di siepi e cespugli sparsi e la manutenzione dei muretti a secco.

Nel corso del periodo di proroga 2017-2020 la Rete utilizzerà 287.426 euro già stanziati  per il periodo 2014-2017 e non ancora impiegati (lo stanziamento iniziale era di 748.000 euro). Per la realizzazione delle attività integrative previste dall'integrazione dell'Accordo di Programma, è previsto un ulteriore finanziamento per complessivi 468.500 euro, così ripartito: 98.000 euro a carico del bilancio provinciale; 240.000 stanziati dal BIM dell’Adige; 10.500 euro stanziati dal Comune di Trento; 120.000 euro tramite il PSR. Nel complesso il Comune di Villa Lagarina impegna 30.000 euro, già inclusi nel piano finanziario approvato dalla Rete nel 2014.

Ricordiamo che i firmatari dell’Accordo di Programma sono: Provincia autonoma di Trento; Comune di Cimone; Comune di Garniga Terme; Comune di Terlago (oggi Vallelaghi); Comune di Trento (capofila); Comune di Villa Lagarina; Comunità della Valle dei Laghi; Comunità della Vallagarina; Territorio Val d'Adige; Consorzio BIM dell'Adige; A.S.U.C. Castellano; A.S.U.C. Sopramonte; Agenzia Provinciale per le Foreste demaniali.

La Rete di Riserve Bondone occupa una superficie di 12.269 ettari e comprende 8 Zone speciali di conservazione (ZSC), 3 Riserve naturali provinciali e 5 Riserve locali per una superficie totale occupata da aree protette pari a 1.148 ettari, il 9,4% della superficie totale.

Info: www.reteriservebondone.tn.it