Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
Inaugurato il Parco Attilio Lasta
L.N. - 11 aprile 2016

Con l'intitolazione del parco ad Attilio Lasta si è conclusa, domenica mattina, la lunga "maratona" che il Comune di Villa Lagarina ha voluto dedicare al proprio illustre concittadino, il suo pittore più rappresentativo. Un discreto gruppo di persone ha partecipato alla scopertura della targa che ritrae Lasta, all'ingresso del giardino pubblico che si affaccia su piazza Santa Maria Assunta e che, fino a qualche tempo fa, era denominato Parco delle rose. A svelare il cartello è stato il nipote di Lasta, Gino, accompagnato da suo figlio Leonardo. «La scelta di dedicare a Lasta un parco - ha spiegato la sindaca Romina Baroni, celebra il legame dell'artista con il territorio e con la natura e i paesaggi, tanto spesso presenti nei suoi quadri»


Sulla targa celebrativa, come detto, Attilio Lasta in un disegno che di lui fece Romano Conversano, artista istriano che nel suo periodo in Vallagarina (tra il 1946 e il 1954) divenne amico di Lasta e decise di omaggiarlo con un ritratto. Sul cartello è anche riprodotto un qr code, che invia l'utente al sito internet del Comune di Villa Lagarina, dove trovare approfondimenti sull'artista.

Il tributo che Villa Lagarina ha dedicato a Lasta è iniziato il 18 novembre 2015 con la conferenza stampa di presentazione; il sabato successivo, 21 novembre, la mostra ha aperto ai visitatori; venerdì 11 dicembre è stato presentato il catalogo. Inizialmente, la chiusura della mostra era stata pianificata per il 7 febbraio 2016 e doveva coincidere con la cerimonia di intitolazione del parco. Ma il grande successo di pubblico convinse l'amministrazione comunale a prolungare l'apertura e, dunque, anche a posticipare l'intitolazione. A inizio febbraio, i visitatori avevano infatti superato le 1.400 unità, che sono diventate circa 2.300 al termine del prolungamento. Nei mesi di apertura sono state organizzate anche numerose visite guidate, assieme al curatore della mostra Cossali e al curatore del catalogo Forchini.

Nel suo intervento di domenica mattina, la sindaca ha ricordato come la mostra e l'intitolazione siano state organizzate a 40 anni dalla morte (1975) e a 130 dalla nascita (1886) del pittore. A Lasta era già dedicata una via del paese, ma la comunità ha ritenuto di rendergli ulteriormente omaggio. «Per questa scelta - spiega Baroni - sarebbe bastato il pronunciamento della giunta, ma abbiamo preferito allargare all'intero consiglio, che ha risposto unanime». Al termine della cerimonia, prima del rinfresco, la scuola musicale Jan Novak ha proposto un brano per clarinetto.

La mostra è stata curata da Mario Cossali che, nello scegliere le opere da esporre, ha voluto dimostrare la tesi secondo cui non esistono un primo e un secondo Lasta, laddove uno ritraeva paesaggi e l'altro nature "silenti": siamo piuttosto di fronte a «un unico intreccio creativo, influenzato da motivi differenti e in fin dei conti convergenti». Il catalogo, in vendita al book shop di Palazzo Libera, valorizza il percorso umano e artistico di Attilio Lasta; il volume è curato da Remo Forchini, con referenze fotografiche di Giulio Malfer e apparati di Sara Vicenzi. Oltre ai già citati, all'ideazione e alla realizzazione della mostra hanno contribuito, guidati dall'assessore comunale alla cultura Marco Vender, Mirtis Baldessarelli, Marta Baldessarini e Bruno Vaccari. L'esposizione è stata promossa dall'assessorato alla cultura del Comune di Villa Lagarina col patrocinio e della Provincia e della Comunità di Valle.

A fornire la maggior parte delle opere esposte nella mostra sono stati i familiari di Lasta, ma la ricerca tra le collezioni private è stata certosina e, come ricordato dalla sindaca: «Abbiamo potuto scoprire in quante case era presente un'opera dell'artista». A queste parole, il commosso nipote Gino ha aggiunto: «Era così generoso che, molto spesso, i quadri li regalava anziché venderli».

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