Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
Gli studenti di architettura di Innsbruck studiano il futuro del filatoio di Piazzo
L.N. - 18 aprile 2017

Sono arrivati lunedì 3 aprile, e sono ripartiti il giovedì successivo, i 20 studenti della facoltà di architettura dell'Università di Innsbruck, che hanno studiato il filatoio di Piazzo e realizzeranno alcuni progetti il cui filo conduttore sarà coniugare il riuso del volume con la sua antica vocazione di fabbrica tessile. L'architetto Markus Scherer, il docente che li accompagna assieme al professore Klaus Tragbar, spiega: «Questa esperienza è inserita in un esame del mio corso di studi; l'idea condivisa con la sindaca Romina Baroni è orientare i lavori verso la riattualizzazione della tradizione produttiva. Ogni studente svilupperà la propria idea. Per ispirare il lavoro, abbiamo inserito nel percorso anche una visita ad Abbadia Lariana, in provincia di Lecco, al museo della seta, dove vedere e comprendere meglio quale era la produzione che si realizzava anche a Piazzo»


A fare gli onori di casa l’assessora comunale Serena Giordani che li ha accolti a Villa Lagarina e accompagnati in una visita al centro storico, alla chiesa arcipretale, al parco monumentale e alla biblioteca di palazzo Guerrieri Gonzaga, a Palazzo Libera e al Museo Diocesano. La parte corposa della permanenza si è poi ovviamente concentrata al filatoio.

Come mai la scelta di Villa Lagarina? «È la terza volta che propongo esperienze in Italia: sono già stato a Firenze e Spoleto - racconta il professor Scherer - qui siamo arrivati quasi per caso grazie a un incontro con la sindaca e con alcuni esperti di architettura e paesaggio tra cui l'architetto Giorgio Tecilla. Il compito che ho assegnato ai miei studenti è di sviluppare la capacità di riutilizzare volumi esistenti». Come sarà portata avanti la progettazione? «Dopo questa prima visita, gli studenti lavoreranno da Innsbruck. A maggio è previsto un nuovo sopralluogo, per poter nuovamente confrontare quanto fatto, a tavolino, con l'esistente». A lavori conclusi, le idee saranno presentate pubblicamente.

La sindaca Romina Baroni aveva incontrato l'architetto Scherer assieme all'architetto Giovanni Marzari, quest'ultimo curatore del restauro del filatoio e progettista dell’attuale sede del municipio. «Negli ultimi quindici anni - spiega Baroni - sono state ingenti le risorse investite dalla Provincia e dal Comune per salvare un pezzo della nostra storia industriale. L’idea iniziale era di realizzare un museo e vari sono stati i tentativi di collocazione del filatoio nel panorama culturale trentino. Ma la sfida della valorizzazione richiede la convergenza di diversi interlocutori, anche privati. Oggi l'obiettivo è creare un sistema sovra-comunale sul tema della seta, finalizzato a valorizzare tutte le preziose realtà storiche della Vallagarina, a partire da Ala e Rovereto. In questo contesto il filatoio va ripensato in stretta relazione al mondo dell’impresa tra cui, in primis, l'imprenditoria tessile artigianale. E non può mancare anche un luogo per l’ospitalità». Queste alcune tra le indicazioni date agli studenti per essere sviluppate, inoltre: «Si può ipotizzare un ampliamento del volume sul retro: i locali interni non sono infatti molto ampi. Infine, il parcheggio di attestamento previsto nel piano regolatore all’entrata di Piazzo potrebbe essere collegato con un sistema di mobilità alternativa e sostenibile. L'idea in definitiva è di coniugare insieme conservazione e innovazione».