Girovagando in Destra Adige
L.N. - 15 maggio 2017

Girovagando in Destra Adige è una camminata di circa 15 chilometri da Patone d'Isera a Nomi; si passa per Nogaredo, Villa Lagarina e Pomarolo attraverso campi, boschi, prati e piccoli abitati rappresentativi del paesaggio della Destra Adige Lagarina. Il percorso si snoda su comode stradine asfaltate o sterrate e facili sentieri, dove si potranno fare tappe ristoro, ascoltare approfondimenti su natura, paesaggio, ecosistemi e storia del territorio, praticare attività ludico-sportive, gustare momenti musicali e performance artistiche, assaporare i prodotti tipici. L'appuntamento è per domenica 21 maggio con inizio alle ore 9. L'assessore comunale al turismo e allo sport Andrea Miorandi sottolinea l'importanza di unire l'attività fisica con quella culturale e gastronomica, mentre la sindaca Romina Baroni incoraggia le persone a interessarsi al tema dei manufatti in pietra a secco, che caratterizzano il paesaggio.


Il ritrovo di Girovagando in Destra Adige è fissato a Nomi nel piazzale dell’ex Cantina sociale in via Roma 1, adibito a parcheggio. A partire dalle 8 e fino alle ore 9.20, un servizio navetta condurrà i partecipanti alla partenza del percorso. I tempi della camminata, la partecipazione alle attività e la scelta delle tappe saranno liberi. I punti di ristoro saranno a pagamento, gli intrattenimenti e le degustazioni gratuiti. La manifestazione si chiude alle 19.

L'iniziativa non scorda le esigenze delle famiglie e dunque, all’interno del percorso, la tratta Castellano - Servis è prevalentemente pianeggiante e adatta anche anche a chi parteciperà coi bambini; lungo il sentiero ci saranno, del resto, attività pensate proprio per loro e punti ristoro organizzati dalle associazioni del Distretto Famiglia. A Servis, dalle 12.30 alla Baita “Penne Nere”, pranzo con menù bimbi gratuito fino ai 10 anni, per le famiglie che non intendono effettuare l’intero percorso. baby point con cambio bimbi e scalda pappe a Castellano (scuola elementare) e Servìs (Pro Loco Servis e Baita “Penne Nere").

L'assessore Miorandi ricorda che il percorso proposto è quello che unisce i cinque comuni della Destra Adige. «Si è scelto di lanciare non solo l'idea di una bella e salutare camminata, ma anche tutto quanto è collegato a questo percorso con le attività economiche, gli elementi paesaggistici, naturalistici e storici. È una bella occasione per apprezzare una vista completa della vallata. Questa iniziativa contribuisce a migliorare ancora la rete tra le associazioni coinvolte da ogni comune; colgo l'occasione di ringraziare i tanti volontari e anche le aziende che verranno a proporre i loro prodotti».

La sindaca Baroni: «Il percorso collinare è un progetto nato dalla sinergia dei comuni della Destra Adige ed è un'opportunità per promuovere il  territorio. Il nostro Comune ha anche partecipato a vari convegni sulla costruzione di muri a secco e la Provincia sta lavorando molto su questo tema, tant'è che è in programma anche un evento, quest'estate a Terragnolo, durante il quale sarà presentato il manuale per la costruzione di questo tipo di manufatti: è frutto del lavoro in sinergia tra Provincia, Accademia della montagna, Valle di Cembra. I muri a secco fanno parte della nostra cultura e della nostra storia contadina, l'appuntamento di domenica è un'occasione per scoprirli».

 

Il progetto Destra Adige Lagarina, volto al recupero agricolo, ambientale e storico di una porzione dell’area collinare, è il risultato di un percorso di idee e di operatività iniziato nel 2008 dalle amministrazioni allora presenti nelle cinque municipalità coinvolte, finanziato totalmente dalla Provincia. La realizzazione di questo percorso a mezza montagna, che parte dal Comune di Isera e prosegue sui comuni di Nogaredo, Villa Lagarina, Pomarolo e Nomi, è il frutto della volontà di fare sistema. Nel Patto d’area, le rispettive comunità hanno lavorato riconoscendo il territorio inteso come valore aggiunto che deve essere rispettato e trasmesso alle future generazioni come bene comune prezioso dal punto di vista agricolo, turistico, ambientale e culturale. Perché quanto realizzato non rimanga “statico” è necessario il coinvolgimento di tutti i possibili portatori di interesse, affinché il semplice percorso diventi volano di sviluppo di un’economia montana sostenibile e innovativa.

 

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