Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
Con Tinga Tinga la Tanzania a palazzo Libera
L.N. - 25 settembre 2017

«La grande arte Tingatinga, dal nome del suo fondatore, è in fondo il canto di un popolo, il canto della sua nostalgia di tanti tesori perduti». Così Mario Cossali ha introdotto, il giorno dell’inaugurazione, la visita alla mostra Tinga Tinga, aperta a palazzo Libera fino al 15 ottobre. L’allestimento propone l’arte contemporanea della Tanzania ed è curata dall'Associazione KuSaidia onlus. Per il vicesindaco e assessore alla cultura, Marco Vender: «Una chiassosa tavolozza di colori, un viaggio virtuale nei villaggi e nelle savane africane attraverso gli occhi e il pennello degli artisti popolari della scuola d’arte Tingatinga di Dar es Salaam»


Ocra, rosso, blu sono le tonalità nette e sgargianti per contraddistinguere figure caricaturali, elementi della flora e della fauna, ambientazioni urbane. Tinga Tinga è patrimonio iconografico dell’Associazione KuSaidia, presente in Tanzania con progetti di sviluppo sociale.

Tingatinga (o tinga-tinga) deriva dal cognome del mozambicano Edward Said Tingatinga (1932-1972) che negli anni Sessanta iniziò a dipingere nella periferia di Dar Es Salaam, capitale della Tanzania, reinventando i temi della fauna africana e introducendo l’uso dei colori acrilici. Dalla sua esperienza è nata nel 1990 la scuola d’arte Tingatinga Arts Cooperative Society Limited, i cui esponenti - la maggior parte artisti analfabeti o che hanno acquisito solo il primo livello scolastico e spesso provengono da famiglie molto povere - hanno esteso e variato con creatività l’eredità pittorica e cromatica del fondatore.

Spiega il critico Mario Cossali: «È una pittura molto diversa dal solito, un’espressione artistica che seduce per la differenza culturale e linguistica che mette in luce. Viene dalla Tanzania ed è stata ospitata più volte nelle mostre organizzate con passione dall’Associazione Kusaidia di Mori che, da anni, sta lavorando per la promozione umana e sociale della Tanzania e che ha avuto il merito di diffondere in Italia queste opere d’arte, che sanno raccontare l’anima di un intero popolo.

Veniamo progressivamente coinvolti nella rappresentazione coloratissima di un mondo incantato, in qualche modo contrapposto al mondo reale e in questo mondo sono protagonisti “the big five”, i grandi cinque - l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo -, assieme a giraffe, antilopi e uno stuolo di uccelli variopinti e di eleganti trampolieri. Elementi faunistici ed elementi floreali si susseguono serialmente: il colore è sempre vivace, si tratta di smalto non diluito che procede o sulla masonite o sulla tela per nette sovrapposizioni.

L’arte Tingatinga è figura e interpretazione di un cammino di popolo, di un’immaginazione e di una creatività di popolo, fatta di sentimenti di appartenenza, di sogni, di paure, di aspirazioni comuni».

Associazione KuSaidia onlus

Nasce ufficialmente nel 2000 con la volontà di lavorare a fianco delle popolazioni dell’Africa orientale, nel rispetto e valorizzazione di usi e costumi locali. Attraverso la realizzazione di progetti per lo sviluppo sociale e formativo (scuole, ospedali, pozzi idrici…) l’associazione privilegia l’approccio di collaborazione responsabilizzata con le popolazioni locali, con la consapevolezza e lo sviluppo delle loro capacità.

Informazioni:

La mostra è aperta mercoledì, giovedì, venerdì 14.00 - 18.00; sabato, domenica, festivi 10.00 - 18.00; lunedì e martedì chiuso. Ingresso libero; info Associazione KuSaidia ONLUS, via San Michele, Mori (TN) - info@kusaidia.org - www.tinga-tinga.it.

 

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