Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
«Tag 38060» inaugura il graffito sulla casetta del tennis
L.N. - 30 maggio 2016

Con l'inaugurazione del graffito - realizzato sulla casetta del tennis da Mrfijodor assieme ai giovani della Destra Adige - e con la festa finale di sabato 21 maggio, si è concluso l'entusiasmante percorso di «Tag 38060». Il progetto è nato dall'idea dell'associazione Multiverso e ha beneficiato del contributo dell'Area educazione del Mart, coinvolgendo i giovani dalle elementari fino ai 29 anni. «Un'opera colorata, allegra, che ha un valore intrinseco e che, al contempo, conferisce un nuovo aspetto all'intera area circostante. L'idea di decorare la casetta del tennis del Parco dei Sorrisi è stata degli stessi ragazzi coinvolti nel progetto, che hanno scelto un punto del paese che ora è riqualificato, più bello e piacevole». Queste sono le entusiastiche parole del consigliere delegato alle politiche giovanili, Jacopo Cont


Tag 38060 è un progetto nato da un'idea dell'Associazione Multiverso: il sodalizio che unisce diversi gruppi di volontariato giovanile lagarino. Sostenuto dal Tavolo giovani della Destra Adige, il progetto ha coinvolto le scuole medie - con un corso sulla street art e un laboratorio - e i giovani dai 16 ai 29 anni che nella saletta di palazzo Camelli hanno analizzato il movimento dei graffiti per poi sperimentarne la tecnica usando carta, colore, plastilina e nastro "tape". Proprio quest'ultimo gruppo è stato al fianco di Mrfijodor nella realizzazione del murale sulla casetta del tennis. Prima di questo evento, c'è stata la realizzazione di un altro grande graffito: è quello che ora fa bella mostra di sé sulla parete del municipio e che è stato realizzato da Corn 79. Ne parliamo diffusamente qui.

A Mrfijodor (pseudonimo di Fijodor Benzo) chiediamo di raccontare l'esperienza e i soggetti rappresentati. «Il primo giorno di lavoro lo abbiamo utilizzato per cominciare a conoscerci e buttar giù qualche idea che poteva essere adatta a un parco pubblico e al territorio. Abbiamo pensato di creare una rappresentazione sì figurativa, ma non troppo reale, dunque anche ricca di forme astratte che consentissero a tutti i partecipanti di mettere mano all'opera». Insomma anche elementi semplici «Sì: mi capita spesso di fare laboratori con i ragazzi e per questo utilizzo tecniche molto semplici, ad esempio le "texture" sono tutte fatte di linee. Questo fa sì che, anche se si sbaglia qualche cosa, il disegno complessivo non risulti danneggiato». Dunque ha lasciato molto alla mano dei ragazzi coinvolti. «Sì, ho cercato di disegnare il meno possibile affinché fossero loro a farlo».

Passiamo al soggetto raffigurato. «Sono zolle di terra volanti, che vogliono rappresentare alcuni punti critici del territorio, dell'arco alpino: ad esempio l'uso dell'acqua, dell'automobile; abbiamo dei trafori che tagliano le montagne e dei viadotti che tagliano in un altro modo le valli. Il tutto esprime un messaggio ecologista ma non troppo forte, sfumato».

Insomma un'esperienza positiva. «Molto positiva e interessante. L'unico punto critico è stato il tempo atmosferico, che ci ha un po' ostacolato. Però, gestendo bene i momenti in cui non pioveva, siamo riusciti a completare l'opera».

Vediamo dunque di conoscere meglio l'artista che ha condotto i ragazzi in questo percorso, in cui si sono messi alla prova in prima persona con la produzione artistica. Dal suo sito internet, leggiamo: «Mrfijodor è lo pseudonimo di Fijodor Benzo. Ha provato per anni ad avere una tag come tutti i writers, ma alla fine si è accontentato del suo nome di battesimo. Bambino dalla spiccata vena creativa, ha cominciato realizzando mostri con i mattoncini Lego e disegnando sui muri della propria cameretta.

Negli ultimi anni la sua produzione è stata molto varia, passando dalle installazioni ai murales tematici, ma anche performance e graffiti, di cui si occupa dal ’94.

Realizza opere i cui soggetti sono solitamente forme elementari che trasportano messaggi diretti e ironicamente responsabili; alla base una chiave di lettura semplice, per poter sempre dialogare con il fruitore. Molto spesso, i suoi lavori sono contrassegnati da una critica sociale o ecologica, usando come arma un sorriso infantilmente stupito e uno stile spontaneo e diretto, libero da elementi tecnici complessi».

A conclusione di un progetto di grande successo, il consigliere Cont spiega: «Inaugurazione al tennis e festa nel cortile di Palazzo Camelli sono stati l'ultima tappa di questo percorso che ha visto una bella partecipazione di diverse fasce d'età giovanile. È stato un progetto orientato alla massima condivisione possibile e i ragazzi hanno fatto di tutto per comunicare il loro impegno. Spiace un po' notare che i momenti di presentazione pubblica non siano stati vissuti dalle altre generazioni: la serata di spiegazione del progetto e l'inaugurazione non sono stati partecipati come speravamo. È un peccato, ma vedendo il lato positivo, i giovani hanno mostrato il proprio impegno e la propria volontà di essere parte attiva della comunità. Quanto all'opera sulla casetta, lì vicino c'è anche un'area bimbi e l'avere un dipinto allegro e divertente rende più piacevole l'intera zona».

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