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Albergo diffuso: un'opportunità per Castellano
L.N. - 12 ottobre 2015

«Un turismo che consente al visitatore di vivere il paese, le sue tradizioni, la sua cultura, il suo territorio e le sue emozioni; un'opportunità di valorizzazione del patrimonio e di creazione di nuovi posti di lavoro, oltre che di possibili integrazioni ai redditi». Con queste parole, l'assessore comunale al turismo e promozione, Andrea Miorandi, descrive l'albergo diffuso: un'idea che potrebbe essere ideale per Castellano. Per favorire la nascita di questo tipo di iniziativa, proprio a Castellano sabato scorso il Comune ha organizzato un convegno. Relatori erano il professor Giancarlo Dall'Ara, presidente dell'Associazione nazionale alberghi diffusi e docente di Marketing nel turismo sostenibile - che ha argomentato "L'albergo diffuso: un modello di sviluppo turistico-territoriale" - e Agostino Della Gatta, gestore dell'albergo diffuso di Castelvetere sul Calore (Avellino) con l'intervento "Un'esperienza diretta di ospitalità orizzontale". L'idea può svilupparsi in due modi: quella dell'albergo diffuso e quella dell'ospitalità diffusa. La seconda può essere propedeutica alla prima e, senza investimenti economici, può rappresentare un'ottima fase sperimentale. Guarda la presentazione del prof. Dall'Ara



Come ha spiegato il professor Dall'Ara, l'albergo diffuso è un po' casa e un po' albergo, un albergo che non si costruisce, un albergo che non si vede, un albergo orizzontale. Si tratta infatti di creare i servizi tipici di un albergo dividendoli su più edifici, sfruttando spazi esistenti. La definizione dell'enciclopedia Treccani è: «Struttura ricettiva turistica caratterizzata da una dislocazione degli ambienti in più stabili distribuiti orizzontalmente in un territorio delimitato, in genere di un piccolo centro urbano, coordinati da un ufficio centrale che gestisce le operazioni di prenotazione e i servizi comuni». Il modello è stato ideato in Italia, negli anni Ottanta, proprio dal professor Dall'Ara.

Scrive lo stesso: «Si rivolge a una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio, a vivere a contatto coi residenti più che con gli altri turisti, e a usufruire di normali servizi alberghieri, come la colazione o il servizio ristorante. L’albergo diffuso si è rivelato particolarmente adatto per valorizzare borghi e paesi con centri storici di interesse artistico o architettonico, che in tal modo possono recuperare e valorizzare vecchi edifici chiusi e non utilizzati e, al tempo stesso, possono evitare di risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni».

Ecco, dunque, che Castellano può essere un luogo ideale per un'esperienza di questo tipo. L'assessore Miorandi spiega: «A Villa Lagarina, così come a Pedersano e Cei, ci sono già strutture ricettive, mentre Castellano ne è completamente sprovvisto. L'idea dell'albergo diffuso può essere vincente e il Comune ha voluto promuoverla con questo convegno, cui hanno partecipato una cinquantina di persone e durante il quale si è registrato un notevole interesse da parte di proprietari che sarebbero già pronti a mettere a disposizione alcuni appartamenti. Non solo, perché proprio in occasione del convegno è emerso il fatto che ci sono risorse umane formate specificamente su questo settore e che si sono anche specializzate proprio sul target turistico di riferimento: un'opportunità da coltivare con attenzione». Ma quale sarà, dunque, il ruolo del Comune? «Deve, ovviamente, manifestarsi un'iniziativa imprenditoriale privata. L'amministrazione saprà poi fare la sua parte nell'accompagnare l'investimento, per quanto di propria competenza».

Tra le altre cose, Villa Lagarina in questo caso potrebbe essere un vero e proprio pioniere, tanto che al convegno hanno partecipato molti cittadini di Castellano ma anche persone provenienti da comuni vicini.

Come detto sopra, l'albergo diffuso potrebbe essere preceduto da un'esperienza di ospitalità diffusa che, some spiega Dall'Ara: «prevede di mettere in rete delle case senza dover garantire tutti i servizi alberghieri, come ad esempio un locale per i pasti. Certo non si può prescindere da tre elementi: primo un punto di accoglienza comune dove ritirare le chiavi; secondo, l'assistenza agli ospiti e terzo il fornire i servizi sul territorio: ad esempio se una coppia con bambini vuole fare un giro nel bosco, deve sapere di poter contare sul servizio di babysitting».

L'investimento sarebbe dunque ridotto al minimo dal punto di vista economico, anche se, ovviamente, servirebbe investire in risorse umane e organizzare un servizio professionale di pulizie. Spiega Dall'Ara: «Il punto di accoglienza, a Castellano, potrebbe essere gestito dalla Pro loco o da un'altra associazione, oppure ancora da un consorzio creato tra i proprietari degli edifici; servirebbe ovviamente anche un sito internet. L'ospitalità diffusa, a mio giudizio, deve però essere considerata come un test di un anno o di qualche anno, che porta poi all'albergo diffuso: quest'ultimo, infatti, può davvero cambiare il destino turistico di una frazione. Anzitutto perché si parla di albergo e la cosa è molto più semplice da comunicare al mercato: "ospitalità diffusa" è un concetto che andrebbe spiegato al turista. Altro fattore chiave è che in Italia ci sono appena cento alberghi diffusi e lavorano per 12 mesi l'anno, segno che l'idea funziona e che, al momento, praticamente non ci sarebbe concorrenza, in Trentino non ci sono esperienze in tal senso e il primo che parte avrà sicuramente un vantaggio».

Professore, ha avuto modo di visitare il territorio, ci sono potenzialità turistiche inespresse? «Ho fatto un lungo giro con l'assessore vedendo il lago, i masi, le mostre, le possibili escursioni, mangiando nei ristoranti; il territorio ha sicuramente tutte le caratteristiche per avere più turismo di quanto ne ha avuto finora. La zona è straordinaria, ho fatto bellissime foto; ecco uno spunto: c'è gente che va nel Vermont, in America, a fotografare le foglie in autunno. Qui si potrebbe tranquillamente fare la stessa cosa».

Insomma: l'idea è lanciata, gli appartamenti ci sono, le professionalità anche. Ora saranno il territorio e i suoi abitanti a decidere come rispondere a questa opportunità per provare a lanciare una nuova forma di economia a Castellano.

Il tavolo dei relatori al convegno sull'albergo diffuso