Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta
Esodi
Mostra
A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 - Villa Lagarina
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Da sabato 3 settembre ore 18:30
a domenica 23 ottobre 2016

Mostra dei pittori Otello Mamprin, Cesco Magnolato, Gianfranco Quaresimin e Guido Baldessari e dello scultore croato Marino Jugovac, a cura di Mario Cossali. Proposta espositiva dell'architetto Gianpiero Sperotto. Inaugurazione sabato 3 settembre alle 18:30 con l'intervento di Gianni Cudin


Lo specchio della nuda verità

Il premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel ha parola chiare: migliaia di persone, che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla miseria, straziati senza pietà dalle bombe e dagli attentati, navigano per il Mediterraneo a bordo di barconi senza meta e senza un orizzonte certo. Sono persone che spinte dalla paura e dall'angoscia intraprendono un viaggio carico di rischi e dal destino incerto. La loro bussola indica solo la meta della tragedia umana e il dolore per orizzonti irraggiungibili.

La mostra "Esodi" vuole entrare direttamente con l'arte in questo storico labirinto tragico. E' ormai giunta alla terza edizione, la prima allestita nel 2014, a Marghera, la seconda in Istria nel 2015, presso il museo etnografico di Pazin, ed ora qui a Villa Lagarina, nelle sale di Palazzo Libera

I cinque artisti, di cui quattro, pittori, Guido Baldessari, Cesco Magnolato, Otello Mamprin, Gianfranco Quaresimin ed uno, scultore, Marino Jugovac, attreverso le loro opere cercano di portarci nel cuore delle cose attraverso sentieri diversi e diverse visioni, che hanno la forza e la volontà di uscire dai recinti nazionali, tornati prepotentemente a chiudersi per chiamare l'Europa alle ragioni della sua identità.

Questa mostra, "Esodi", non è in ogni caso una collettiva, non vuole esserlo, può semmai paragonarsi a un grido comune gridato con voci e con timbri diversi, ma forte e duro nell'aria del nostro tempo, così violento e così impaurito, al quale l'arte può consegnare il testimone della verità, di quella nuda verità che fa nudi gli uomini e li rispecchia nella loro incapacità di costruire un futuro adulto, fatto adulto dalle tragedie del passato.

Guido Baldessari interviene con la sua tecnica raffinata tutta intenta a cogliere le più intime variazioni del colore e ci trasporta dentro quel mare che è colmo di bellezza e di mito ed è diventato tomba vorace di corpi e di destini strappati alla speranza. L'arte riesce a farci essere lì nel momento finale di una vita, di tante vite con la magia del colore che entra a far parte del nostro occhio e lo fa essere testimone della fine di un mondo.

Cesco Magnolato è avvinto al corpo, ai corpi della fuga, della disperazione. Le figure dell'abbandono diventano le sacre figure di una nuova Apocalisse ed ogni tratto della pittura sembra immergerle in una sorta di sudario che ne mette letteralmente in luce tutte le tensioni, le paure, l'insopprimibile volo per la vita anche nelle valli del dolore. Ecco qui lo sguardo dell'uomo su di sé e sulla natura che lo sospinge, lo contiene e lo vede poi allontanarsi prigioniero.

Gianfranco Quaresimin intona un accorato e spietato de profundis sulle sorti di un'umanità abbandonata, sola eppure immensa: i suoi tronchi parlano di una vita spezzata, di troppo vite spezzate in un mondo nel quale "pietà l'é morta". Questi tronchi di dolore e di passione stillano rabbia e violenza, non permettono nemmeno la via di scampo consolante della compassione.

Otello Mamprin rappresenta con la sua pittura l'identità residua della persona stremata attraverso la figura emblematica dell'impronta, e contemporaneamente sottolinea con insistenza grafica il tentativo apparentemente impossibile di comunicare con la scrittura, quando appare chiaro che le parole nei suoi lavori si aggrovigliano su sé stesse senza significato

Marino Jugovac cerca nel legno le risposte alle domande più inquietanti della vita. I tronchi, tagliati e torturati con lame, li trapassa da parte a parte, li trafigge con grandi chiodi. Nelle torsioni e nelle spaccature del legno, materia intesa come substrato ineliminabile, cogliamo il sentimento delle radici e insieme dello sradicamento e siamo al cuore dell'esodo e del grumo antropologico che esso contiene. A terra dischi metallici, graffiati, metafora della avidità senza scrupolo degli scafisti.

 

ORARIO
mercoledì, giovedì, venerdì 14.00 - 18.00
sabato, domenica e festivi 10.00 - 18.00
ingresso libero

INFO
Comune di Villa Lagarina
0464 494202
cultura@comune.villalagarina.tn.it 
www.comune.villalagarina.tn.it 
fb/ComuneVillaLagarina

 

File allegati:
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Esodi